CORIGLIANO ROSSANO- C’è un’immagine, nitida e quasi stridente, che descrive meglio di qualunque teorema il cortocircuito politico e umano che ha travolto la Sibaritide nelle ultime ore. Da un lato il microfono, la fascia tricolore e le parole dure pronunciate sul palco del Teatro Comunale di Cassano; dall’altro la cenere dell’agguato di contrada Lattughelle e i faldoni di un’ordinanza di custodia cautelare che ha finito per rimescolare tragicamente ogni prospettiva. Un agguato costato la vita a Silvana Sibarelli, moglie di Damiano Pepe che nel 2019 ha finito di scontare una pena di 26 ani per l’omicidio Lanzillotta avvenuto allo Scalo di Corigliano all’interno di un barbiere nel lontano 1993. Un omicidio maturato nella faida tra il clan Carelli e Cirillo.
Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano finito oggi ai domiciliari nell’ambito dell’imponente operazione condotta dai Carabinieri e coordinata dalla DDA di Catanzaro, da figure come Damiano Pepe – lo storico boss noto come “Tripolino” – si sentiva irrimediabilmente e intimamente distante. Una distanza abissale, di mondi, di valori, di linguaggio. Proprio nei giorni scorsi, all’indomani del feroce raid che era costato la vita a Silvana Sibarelli e il ferimento dello stesso Pepe, Stasi aveva scelto di metterci la faccia. Era sceso in piazza per gridare il rifiuto delle istituzioni verso quella violenza cieca, per marcare con forza quel confine invalicabile che separa la comunità civile dall’ombra della malavita.
Poi, all’alba di ieri, a meno di 24 ore dalla sua partecipazione a Cassano, l’imprevisto e amaro ribaltamento. Il blitz dei Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Cosenza ha spalancato le porte a un ossimoro giudiziario senza precedenti: Stasi si è ritrovato citato, indagato e destinatario di una misura cautelare all’interno del medesimo contenitore d’indagine in cui figurano proprio il vecchio boss e i legami di quel territorio. Dai social Stasi ha scritto “L’Assemblea Pubblica di Cassano, promossa da Gianpaolo Iacobini Sindaco e dal Vescovo Mons. Francesco Savino a seguito dell’ultimo episodio di sangue, ha rappresentato un atto di chiarezza e coraggio istituzionale che non potevo non condividere.

Una assemblea pubblica che ha visto unite istituzioni, territori e persone per dare uno schiaffo alla criminalità, ma anche un momento di confronto nel quale ho lanciato un appello chiaro….. è urgente riformare e rafforzare profondamente gli strumenti amministrativi contro la criminalità organizzata, a partire dalle confische, perché troppo spesso sono parziali o cadono sotto i colpi di ricorsi e cavilli.
Ecco perché ieri è stata l’occasione di un appello al Governo. Per ogni episodio mediaticamente rilevante, in questi anni, è stato emesso un Decreto Sicurezza che deroga sistematicamente le procedure ordinarie.
Noi chiediamo dei provvedimenti che rendano chiare ed efficaci le misure amministrative contro la ‘ndrangheta, che aiutino i sindaci a cacciarne il puzzo da ogni procedura. Inoltre chiediamo provvedimenti straordinari che procedano, in deroga alle vuote procedure ordinarie fatte di calcoli astrusi, a moltiplicare le scuole, aumentare i dirigenti scolastici, assumere professori ed assistenti da affiancare a nuove forze dell’ordine.
Vogliamo un “Decreto Sicurezza Vera” che faccia arrivare in Calabria l’esercito: un esercito di educatori e dirigenti scolastici, affiancato a poliziotti e carabinieri, che faccia tornare la nostra gente ed alzi un argine contro il vuoto nel quale la mafia sguazza.
Ci siamo e ci saremo sempre per ogni iniziativa sociale, politica ed istituzionale”.
È l’amarezza di un destino processuale che sovrappone e intreccia percorsi che, nella narrazione pubblica e nelle intenzioni del primo cittadino, viaggiavano su binari diametralmente opposti. Tra il fumo dei mitra di Lattughelle e il rigore dei timbri di Procura, la Piana di Sibari si ritrova così al centro di un enigma complesso, dove la distanza rivendicata con orgoglio dalla politica si è infranta contro la cruda concretezza delle carte giudiziarie.

























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