CORIGLIANO ROSSANO- L’operazione antimafia denominata “Ginestra” che ha scosso profondamente la Sibaritide, portando all’esecuzione di decine di misure cautelari e coinvolgendo sia il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, sia il consigliere comunale di Forza Italia Pietro Lucisano, apre una riflessione profonda e trasversale non solo sul piano giudiziario ma anche su quello politico. All’indomani del blitz, i gruppi locali di Forza Italia e del Movimento del Territorio sono intervenuti con una nota ufficiale congiunta per tracciare una linea netta, invocando rigore istituzionale e coerenza.
Il valore del garantismo e il rifiuto delle “correnti alternate”
Nel documento diffuso dai due movimenti politici, viene espressa «piena fiducia nella magistratura, massimo rispetto per le istituzioni e tutela rigorosa del principio di presunzione di innocenza», sottolineando come l’accertamento della verità costituisca un interesse imprescindibile per l’intera collettività.
Il coinvolgimento diretto di un esponente di spicco del proprio schieramento consiliare trasforma il richiamo al garantismo in un vero e proprio banco di prova politico. Il passaggio centrale della nota, infatti, stigmatizza l’uso strumentale delle garanzie costituzionali proprio per evitare una doppia morale quando le vicende toccano le file della propria opposizione:
«Il garantismo, tuttavia, non può essere un principio da invocare soltanto quando le vicende giudiziarie riguardano i propri avversari, né può essere accantonato quando sono coinvolte persone appartenenti al proprio schieramento politico. Garantisti sempre, non a correnti alternate».
Un monito severo, secondo cui il rispetto delle regole dello Stato di diritto non deve piegarsi alle convenienze del momento o alle simpatie personali.
Autonomia degli inquirenti e no ai processi mediatici
Forza Italia e il Movimento del Territorio rimarcano la necessità di distinguere con lucidità i ruoli, evidenziando che la fiducia nei giudici non equivale ad anticipare verdetti, così come il garantismo non comporta la sottovalutazione delle ipotesi investigative. Al contrario, ciò significa «riconoscere l’autonomia degli organi giudiziari, attendere gli esiti del procedimento e distinguere con nettezza le responsabilità eventualmente accertate dalle contestazioni ancora da verificare».
Di fronte a un contesto delicato che vede Corigliano-Rossano al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, i firmatari ribadiscono che la comunità «ha bisogno di verità, legalità, trasparenza e istituzioni credibili», mettendo in guardia contro il pericolo di «processi mediatici, strumentalizzazioni politiche o tentativi di condizionare il lavoro degli inquirenti».
Continuità dell’azione politica e primato delle istituzioni
Pur confermando la ferma intenzione di continuare a esercitare il proprio ruolo di controllo democratico e di critica sull’azione amministrativa, i gruppi politici chiudono la nota ribadendo un principio cardine che non fa sconti a nessuno, dentro o fuori il palazzo:
«Il rispetto delle istituzioni viene prima delle appartenenze. Il garantismo è un principio, non una convenienza. E i principi, per essere credibili, devono valere sempre e per tutti»

























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