Sanità a Corigliano-Rossano: Polis incalza il Comune sul Consiglio aperto

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CORIGLIANO ROSSANO- La riorganizzazione della rete ospedaliera cittadina torna ad alimentare roventi polemiche sul territorio di Corigliano-Rossano. Al centro del dibattito c’è la recente rimodulazione dei reparti tra i due presidi dello Spoke, che nello scorso mese di aprile ha visto il trasferimento dei reparti di Ginecologia e Pediatria dal “Compagna” di Corigliano al “Giannettasio” di Rossano, a fronte del contestuale spostamento a Corigliano delle sole attività ambulatoriali di Oncologia. Una scelta che punta all’attuazione del Decreto Scura del 2015 — che prevede la concentrazione dell’area chirurgica a Rossano e di quella medica a Corigliano — ma che secondo molti cittadini sta traducendosi nei fatti in un progressivo svuotamento dell’ospedale coriglianese a favore del nosocomio rossanese. Di fronte a questo scenario, tra i mesi di aprile e maggio l’associazione Polis ha promosso un’intensa raccolta firme sul territorio, riuscendo a sottoscrivere oltre settecento adesioni.

Seguendo l’iter formale previsto, la richiesta è stata regolarmente protocollata per essere indirizzata al Sindaco Flavio Stasi e alla Presidente del Consiglio Comunale, Marinella Madeo. L’obiettivo dell’iniziativa popolare è chiaro: ottenere la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale, interamente dedicata all’emergenza sanitaria, per fare chiarezza sulle scelte in atto e consentire alla cittadinanza di esprimere le proprie preoccupazioni. A distanza di oltre due mesi dal deposito della petizione, l’assenza di risposte da parte dei vertici dell’Amministrazione ha scatenato la dura presa di posizione dei promotori e dei rappresentanti dell’Osservatorio sulla città. Secondo gli esponenti civici, il silenzio istituzionale rappresenta un grave vulnus democratico e un rifiuto di dare voce ai cittadini e agli ex primi cittadini di Corigliano che avevano sollecitato un confronto pubblico sulla carenza dell’offerta sanitaria. Nel mirino delle critiche c’è anche la presunta disparità di trattamento nella gestione delle esigenze dei due centri urbani, unitamente a contestazioni che toccano la spesa pubblica, rinfacciando all’Amministrazione di denunciare i ritardi della Regione sull’Ospedale della Sibaritide a Insiti senza però accendere i riflettori sugli interventi economico-logistici effettuati negli anni per la sede dell’ex Asl a Rossano.

La richiesta della comunità resta dunque ferma e pressante: superare i silenzi, aprire le porte dell’aula consiliare al confronto con la cittadinanza e far luce una volta per tutte sul futuro dei servizi sanitari e della tutela della salute nel territorio comunale.

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