Sanità a Corigliano-Rossano: se la “Città Unica” parla solo rossanese

ospedale di Corigliano

CORIGLIANO ROSSANO- Dalla farsa dei protocolli dell’ASP alla gestione “militarizzata” delle risorse: mentre il “Guido Compagna” viene spogliato in nome dell’efficienza, la politica rossanese usa il campanilismo come scudo. Ma la domanda resta: la “razionalizzazione” varrebbe anche se a traslocare fosse l’area medica del Giannettasio? Trasferimenti che si attendono da anni e di cui tutti sembrano essersene dimenticati.

La fusione del 2018 doveva segnare la fine delle piccole patrie. Invece, nel 2026, la sanità dello spoke Corigliano-Rossano somiglia sempre più a un’annessione territoriale travestita da riorganizzazione. Le recenti uscite del sindaco Flavio Stasi e del referente di AVS Giuseppe Campana — tutti, non a caso, espressione dell’area rossanese — delineano un quadro dove la retorica della “Città Unica” serve a coprire uno smantellamento a senso unico: quello del plesso “Guido Compagna” di Corigliano.

Quanto accaduto lo scorso 23 marzo rappresenta plasticamente un ragionamento inevitabile sulle reazioni della politica nostrana, quella rossanese però.

  • Mattina (Prot. 46890): Blocco dei ricoveri in Pediatria e Ginecologia a Corigliano per il trasferimento a Rossano.
  • Pomeriggio (Prot. 47193): Revoca totale dell’atto senza spiegazioni.

L’Effetto Domino: Dal Giannettasio all’Annunziata

Questa gestione non penalizza solo Corigliano; è un attentato alla salute di tutto lo Jonio e oltre.

  • Il Basso Jonio vive l’incubo di un Pronto Soccorso al Giannettasio costantemente sovraffollato, dove le giornate di attesa sono ormai la norma.
  • L’Alto Jonio, che storicamente ha sempre avuto nel Compagna il suo punto di riferimento, si ritrova orfano di assistenza immediata.
  • Il collasso provinciale: Quando lo Spoke di Corigliano-Rossano non regge più, l’utenza disperata si riversa sull’Annunziata di Cosenza. Il risultato è un Hub provinciale travolto da casi che dovrebbero essere gestiti sul territorio, portando al collasso l’intero sistema sanitario della provincia.

Lo Scudo del Campanilismo e la “Narrazione Distorta”

C’è un’ipocrisia di fondo nel tacciare di “campanilismo” chiunque, da Corigliano, protesti per la perdita dei servizi. Eppure, non è forse una narrazione distorta quella che vuole il sacrificio sistematico di un solo plesso in nome di un’unità che non redistribuisce mai i pesi?

Il Sindaco Stasi e i suoi alleati chiedono un “bagno di umiltà” ai propri avversari, ma evitano di spiegare perché, da anni, i reparti traslochino solo verso Rossano.

Il Paradosso dell’Ospedale Unico e la Guerra Politica

Ma la vera “prova del nove” sulla buona fede di questo progetto di integrazione è una domanda che nessuno vuole porsi: se il trasferimento riguardasse Oncologia, Dialisi o Nefrologia — oggi a Rossano — verso Corigliano, la reazione sarebbe la stessa? È facile parlare di “superamento dei campanili” quando è il campanile degli altri a smettere di suonare. Se a essere “razionalizzato” fosse un servizio vitale del Giannettasio, assisteremmo probabilmente a barricate, appelli alla “storia del territorio” e denunce di “spoliazione punitiva”. La coerenza, in questa Città Unica, sembra essere una variabile dipendente dalla geografia dei consensi. Ma anche di partiti d’appartenenza . Il silenzio sugli incendi dolosi avvenuti nel cantiere del nuovo ospedale è emblematico.

Sembra quasi che una parte politica tifi per il fallimento dell’opera solo perché è il fiore all’occhiello del Commissario Occhiuto (Forza Italia).

Il Tradimento dell’Area Medica e lo Scippo Chirurgico

Rossano polo chirurgico, Corigliano polo medico. Ma a distanza di anni, quel patto è diventato una beffa. Abbiamo assistito a un esodo costante dal “Compagna” al “Giannettasio”: Ortopedia, Otorino, Chirurgia, Cardiologia e ora il tentativo su Ginecologia e Pediatria.

Ma dove sono le Aree Mediche che dovevano bilanciare questo svuotamento? Nessuno spende una parola su questo tradimento. La politica rossanese tace perché ha ottenuto ciò che voleva, e ne vuole ancora di più, ignorando che una vera città non si costruisce creando deserti sanitari a pochi chilometri di distanza. Solo i cittadini coriglianesi continuano a gridare che il loro ospedale è stato ridotto a un guscio vuoto. Denunciare lo scippo dei reparti del Compagna non è nostalgia, è autodifesa. I cittadini chiedono di non morire in un’ambulanza sulla Statale 106. Senza un equilibrio reale, la “Città Unica” resterà solo una sigla per giustificare lo smantellamento dei diritti.

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Una risposta a “Sanità a Corigliano-Rossano: se la “Città Unica” parla solo rossanese”

  1. Avatar Antonio Marini

    …tutto e’ iniziato non nel 2018 ma molti anni addietro che qualcuno pensa ci si dimentichi FACILMENTE…!!!…vogliamo parlarne seriamente(?)RICAPITOLIAMO gli ultimi 70 anni della POLITICA…CHI SI RICORDA COSA NON HANNO COMBINATO ALL’ ALTO JONIO…???????!!!!!!!???????🤡🤡🤡🤡🤡TUTTO FERMO!!!

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