CORIGLIANO-ROSSANO — Non si ferma l’azione politica e programmatica di Schiavonea 3.0. Dopo il grande entusiasmo registrato in occasione della presentazione ufficiale, il movimento torna a far sentire la propria voce con un intervento del presidente Gianfranco Martilotti, ribadendo che l’obiettivo non è una semplice presenza di facciata, ma una radicale inversione di rotta per restituire centralità e dignità a un’area strategica della città.
Il nodo del decentramento e l’istituzione dei municipi
Al centro del dibattito rilanciato da Schiavonea 3.0 c’è il tema cruciale della gestione amministrativa del grande comune unico di Corigliano-Rossano. Secondo il movimento, senza un reale decentramento e l’istituzione dei municipi, i cittadini rischiano di rimanere permanentemente distanti dai centri decisionali e dai servizi essenziali di tutti i giorni. Una distanza che penalizza la vivibilità dei quartieri e frena lo sviluppo complessivo del territorio.
Schiavonea terza area urbana: identità, mare e demografia
Il comunicato affonda poi su un punto identitario e politico fondamentale: il riconoscimento ufficiale di Schiavonea come terza area urbana della città, sullo stesso piano e con la medesima dignità istituzionale dei centri storici di Corigliano e di Rossano.
“La nostra storia, la nostra economia legata al mare e la nostra forza demografica non possono più essere considerate come una semplice appendice o una meta stagionale” — sottolinea il presidente Martilotti.
Un’affermazione che punta a superare la visione di Schiavonea come mero borgo marinaro a vocazione turistica estiva, valorizzandone invece il peso economico, sociale e demografico stabile nell’arco dell’intero anno.
Proposte concrete per decoro e viabilità
Lo sguardo del movimento guarda dritto ai fatti concreti. Nelle prossime settimane è in arrivo un pacchetto di nuove proposte operative mirate a migliorare il decoro urbano, la viabilità e la qualità della vita dei residenti. Schiavonea 3.0 si conferma come una “casa aperta” al contributo di tutti coloro che vogliono rimboccarsi le maniche, annunciando l’avvio imminente di una serie di incontri nei quartieri per confrontarsi direttamente con la cittadinanza.


























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