CORIGLIANO-ROSSANO — Sarà giudicato con rito immediato Yassine Elhani, il 46enne pregiudicato e volto noto alle forze dell’ordine — già assolto in passato da un’altra imputazione per tentato omicidio e difeso dall’avvocato Giuseppe Vena — finito al centro di una gravissima sequenza di violenze consumata lo scorso 20 luglio nell’area urbana di Corigliano. Il decreto di giudizio immediato è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, dottor Luca Fragolino, accogliendo l’istanza avanzata dalla Procura della Repubblica.
A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore titolare del fascicolo, il dottor Luca Primicerio, che contesta all’imputato un vero e proprio e lungo capo d’imputazione comprendente ben sei gravi reati: tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma, evasione aggravata, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento plurimo aggravato.
La ricostruzione fornita dall’accusa delinea i contorni di una giornata di follia. Elhani, sebbene sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per un precedente provvedimento, si sarebbe allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione. Rintracciato dai Carabinieri sulla pubblica via antistante lo stabile, l’uomo avrebbe scatenato una furia cieca: armato dapprima di una barra di ferro e successivamente di due coltelli, si è avventato contro un vicino di casa compiendo atti idonei a provocarne la morte e colpendolo ripetutamente in più parti del corpo, accompagnando l’aggressione con esplicite minacce di morte (la vittima ha riportato lesioni refertate dai sanitari intervenuti).
Non pago, alla vista dei Carabinieri accorsi per bloccarlo e ristabilire la sicurezza, l’indagato ha opposto una resistenza feroce. Scongiurato il peggio, Elhani si è inizialmente rifugiato all’interno dell’immobile tentando di barricarsi nel bagno, per poi divincolarsi con violenza dai militari, spingerli e guadagnare la fuga al piano superiore. Qui, dopo aver frapposto ostacoli e materiale di vario genere per sbarrare il passo agli operatori, si è asserragliato. Da una posizione sopraelevata, l’uomo ha iniziato a lanciare dal terrazzo contro i militari e i presenti numerosi oggetti pesanti — tra cui vasi, pezzi di marmo, frammenti ferrosi e persino una bombola del gas con la valvola aperta —, danneggiando anche due autovetture in sosta nel cortile sottostante.
La complessa e pericolosa situazione si è sbloccata solo grazie all’irruzione coordinata dei Carabinieri, che per neutralizzare l’uomo e procedere alla sua cattura hanno dovuto fare ricorso al taser, il dispositivo a impulsi elettrici che ne ha consentito l’immobilizzazione in sicurezza.
Il decreto di giudizio immediato è stato regolarmente notificato all’imputato. Assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Vena, Elhani avrà ora a disposizione il termine di quindici giorni per decidere se affrontare il dibattimento nelle forme del rito ordinario oppure optare per l’accesso a un rito alternativo.


























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