CORIGLIANO ROSSANO- Dopo il carburante, l’emergenza si sposta dritta sui generi alimentari e sugli scaffali della grande distribuzione. La mobilitazione che sta paralizzando le arterie della Calabria e della Sibaritide mostra ora i suoi effetti collaterali più tangibili sulla vita di tutti i giorni. Se fare il pieno è diventato un’impresa a ostacoli — con decine di stazioni di servizio rimaste a secco di benzina e gasolio — a preoccupare adesso è lo stop delle consegne nei supermercati della città.
Scorte in esaurimento e consegne bloccate
La ricognizione effettuata nei principali punti vendita del territorio (dalle reti Conad ed Eurospin fino a Carrefour e Despar) restituisce una fotografia nitida: le forniture programmate si sono interrotte, lasciando i magazzini senza i consueti scarichi di merce. Gli scaffali, al momento, non presentano vuoti clamorosi grazie alla prudenza dei gestori, che, memori degli scioperi e dei blocchi annunciati nei giorni scorsi, avevano provveduto a riempire preventivamente i depositi.
Tuttavia, la tenuta delle scorte ha un margine limitato. La vera discriminante rischia di materializzarsi con l’inizio della settimana: se il fermo dell’autotrasporto proclamato da Fedralog Calabria dovesse proseguire senza sosta, la capacità di assorbimento dei magazzini esaurirà la sua spinta propulsiva, rendendo concreta la carenza di prodotti freschi e generi di prima necessità.
Il contraccolpo sui piccoli negozi e sulla quotidianità
Mentre la grande distribuzione prova a reggere l’urto grazie alle riserve accumulate, a pagare il prezzo più alto nell’immediato sono i piccoli esercizi commerciali e le botteghe di vicinato. Privi di grandi spazi di stoccaggio, i negozi al dettaglio registrano già le prime difficoltà di approvvigionamento, in particolare sui prodotti freschi, dove la catena del rifornimento quotidiano rappresenta una necessità vitale.
La crisi dei trasporti e dei carburanti innesca così una reazione a catena che finisce per pesare direttamente sui consumatori. Da un lato la protesta legittima di agricoltori, pescatori e autotrasportatori contro il caro-energia, i costi insostenibili del gasolio e l’assenza di risposte strutturali da parte delle istituzioni; dall’altro la quotidianità di una comunità che fa i conti con pompe chiuse, rallentamenti stradali e l’incertezza dei beni essenziali. La tensione sociale e logistica resta alta, in attesa che il confronto tra le parti e le risposte dei governi nazionale e regionale trovino una sintesi prima che il sistema vada completamente in tilt.


























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