Maxi blitz della DDA a Corigliano-Rossano: 41 misure cautelari, arrestati il sindaco Stasi (VIDEO)

CORIGLIANO-ROSSANO — Un terremoto giudiziario e politico si è abbattuto nelle prime ore della mattinata odierna sull’intero territorio della Sibaritide. Un’imponente operazione antimafia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha portato all’esecuzione di 41 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per reati di estrema gravità. L’esecuzione dei provvedimenti, emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale capoluogo, è stata affidata ai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando provinciale di Cosenza.

L’ordinanza cautelare dispone la custodia in carcere per 24 persone e la misura degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, per altri 17 indagati. Tra i destinatari della misura cautelare ai domiciliari figura anche il sindaco della città di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.

L’impianto accusatorio delineato dalla DDA ipotizza una complessa e pervasiva struttura criminale operante nell’area ionica. I reati contestati a vario titolo spaziano dall’associazione di tipo mafioso all’omicidio, fino alla detenzione e porto illegale di armi da fuoco, estorsioni, rapine e furti. Tra i capi di imputazione figurano inoltre l’intestazione fittizia di beni, la procurata inosservanza della pena e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutte fattispecie aggravate dal metodo o dalle finalità mafiose.

Di particolare rilievo sotto il profilo istituzionale appare l’ipotesi di reato legata al patto elettorale politico-mafioso, su cui si sono concentrate le indagini degli inquirenti per ricostruire i presunti tentativi di condizionamento e infiltrazione nelle dinamiche decisionali ed amministrative locali.

Sul piano delle misure coercitive personali, la custodia cautelare in carcere è stata disposta per Aldo Abbruzzese, Pietro Attadia, Giorgio Massimo Arturi (classe 1973), Rocco Azzaro, Luigi Benemerito, Carmine Civale, Giovanni Chiaradia, Piero Francesco Chiaradia, Giovanni Covello, Augusto De Simone, Francesco De Vincenti, Giuseppe Ferrante, Salvatore Galluzzi, Carmine Ginese, Francesco Le Pera, Annibale Matalone, Damiano Pepe inteso “Tripolino”, Natale Perri, Giuseppe Sammarro, Alfonso Scarcella, Pasquale “Nino” Semeraro (classe 1988), Vincenzo Sibarella, Francesco Sommario e Antonio Manuel Spina.

Trovano invece applicazione gli arresti domiciliari con controllo elettronico nei confronti di Mario Alonia, Antonio Angiò, Domenico Arcidiacono, Antonio Azzaro, Luigi Benincasa, Domenico Catalano, Vincenzo Curia, Walter Giovanni La Fauci, Pietro Lucisano, Manuel Intrieri, Antonio Martino, Giovanni Maulicino, Antonio Mingrone, Marcello Pepe, Sandro Sibarelli, Flavio Stasi e Santo Straface.

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