CORIGLIANO ROSSANO- Le fiamme tornano a illuminare sinistramente le notti di Corigliano-Rossano, squarciando il silenzio del centro storico rossanese e riaccendendo i riflettori su una scia di violenza che sembra non avere fine. L’ultimo bersaglio di questa infinita catena di roghi dolosi è l’autovettura di una donna residente nel quartiere Ciglio della Torre, ma è il cognome della vittima a far tremare i polsi e a orientare le riflessioni degli inquirenti verso scenari inquietanti. La donna è infatti la sorella di Carmine Morello, il pregiudicato 48enne la cui esistenza fu stroncata brutalmente nell’agosto del 2023. Un’esecuzione in pieno stile ‘ndranghetista: attirato in un’imboscata nelle campagne tra Corigliano-Rossano e Mirto-Crosia, Morello fu freddato con diversi colpi di pistola alla testa. L’attentato incendiario è avvenuto nel cuore della notte. Il fuoco, appiccato con determinazione, ha avvolto rapidamente l’utilitaria della donna, ma la violenza del rogo non si è fermata lì. Le fiamme si sono propagate con velocità, investendo una seconda vettura parcheggiata a breve distanza e arrivando a lambire pericolosamente le pareti dell’abitazione adiacente, mettendo a rischio l’incolumità dei residenti. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco del Distaccamento cittadino ha evitato il peggio. I pompieri hanno lavorato diverse ore per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area, mentre i poliziotti del Commissariato di Corigliano-Rossano avviavano i primi rilievi. L’episodio non può essere derubricato a semplice atto di vandalismo. Il legame di parentela con una figura di spicco della mala locale, rimasta vittima di un omicidio di sangue ancora impresso nella memoria collettiva, spinge le forze dell’ordine a valutare la pista del messaggio intimidatorio. Sebbene la città sia purtroppo abituata a questa “spirale di fuoco” che da anni colpisce indiscriminatamente mezzi di cittadini, imprenditori e professionisti, l’attacco ai familiari di un uomo ucciso in un agguato di stampo mafioso sposta l’asticella della tensione. Resta da capire se il rogo sia un “regolamento di conti” postumo o un segnale inviato a chi è rimasto, in un territorio dove le tregue appaiono sempre più come fragili intervalli tra un atto di forza e l’altro. La Polizia sta ora setacciando le immagini di eventuali telecamere di sorveglianza della zona, cercando indizi utili a dare un volto agli esecutori di un gesto che riporta Corigliano-Rossano sotto la cappa soffocante della prevaricazione criminale.
























