CORIGLIANO-ROSSANO – La violenza più cieca e brutale cancella in un attimo la spensieratezza delle prime sere d’estate, trasformando una delle zone più frequentate della movida in teatro di un vero e proprio raid punitivo. Una violentissima aggressione ha sconvolto, nella tarda serata di ieri, il lungomare rossanese di Lido Sant’Angelo a Corigliano-Rossano, lasciando sotto shock passanti e clienti dei locali che affollavano la zona.
L’agguato in mezzo alla movida
Il dramma si è consumato in pochi, interminabili minuti. La vittima, un giovane lavoratore di nazionalità pakistana regolarmente impiegato in uno dei locali più noti e frequentati della riviera, si trovava sul posto quando è stato bruscamente avvicinato da un commando composto da tre connazionali.
Non c’è stato spazio per alcuna discussione: il branco è entrato in azione immediatamente senza dare al ragazzo il tempo di accennare a una minima reazione. I tre hanno dato il via a un pestaggio di inaudita ferocia, infierendo sul giovane ripetutamente con una scarica di calci e pugni sul volto e sul corpo. Un’azione rapida, spietata e mirata, che ha lasciato la vittima esanime a terra in una pozza di sangue.
La fuga del branco e i soccorsi
Subito dopo aver completato il raid, sfruttando il momento di panico e lo stordimento generale dei presenti, i tre aggressori sono riusciti a dileguarsi rapidamente a piedi tra le vie limitrofe, facendo perdere le proprie tracce pochi istanti prima che sul posto confluissero le forze dell’ordine e i sanitari.
Il giovane lavoratore, fortemente provato dalle percosse ricevute e in evidente stato di shock, è stato immediatamente soccorso dall’ambulanza del 118 e trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del nosocomio cittadino. I medici lo hanno sottoposto a tutti gli accertamenti clinici necessari e a esami radiologici per valutare la gravità dei traumi e delle fratture riportate a seguito dei colpi ricevuti.
Indagini a tutto campo: caccia ai tre fuggitivi
Sul luogo dell’aggressione sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri della Stazione dello Scalo rossanese. I militari dell’Arma hanno subito avviato i rilievi di rito e per l’intera notte hanno ascoltato i numerosi testimoni oculari che hanno assistito terrorizzati alla scena, nel tentativo di raccogliere dettagli utili all’identificazione del gruppo.
La svolta nelle indagini potrebbe arrivare già nelle prossime ore: i Carabinieri hanno infatti messo al setaccio i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e dai sistemi di sicurezza privati dei locali della zona. I frame sono ritenuti fondamentali per dare un volto e un nome ai tre fuggitivi.
Massimo riserbo, per il momento, sul movente che ha scatenato una simile ferocia. Gli inquirenti stanno scavando nella vita della vittima e nell’ambiente della comunità pakistana locale: non si esclude alcuna pista, dal regolamento di conti per motivi personali fino a possibili dissidi pregressi.
























