Sanità, chiusura laboratorio analisi Compagna: i consiglieri Candreva e Sciarrotta “dopo un anno nessuna risposta”

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CORIGLIANO-ROSSANO – A un anno esatto dalla denuncia pubblica sulla chiusura del Laboratorio Analisi dell’Ospedale “Guido Compagna” di Corigliano, la gestione della sanità ionica torna al centro di una durissima polemica politica e sociale. I consiglieri comunali Candreva e Sciarrotta sono intervenuti congiuntamente con una nota al vetriolo per accendere i riflettori sullo stato di profondo abbandono e sul progressivo smantellamento di una struttura considerata vitale per l’intero comprensorio.

Quella che dodici mesi fa era stata solennemente presentata dalle autorità sanitarie e regionali come una sospensione temporanea – necessaria per l’installazione di nuove tecnologie e il complessivo miglioramento dei servizi – si è rivelata, nei fatti, l’ennesima opera incompiuta della sanità locale. Le promesse istituzionali si sono consumate sotto il peso del tempo, mentre i disagi logistici e clinici sono rimasti interamente sulle spalle dei cittadini, dei pazienti e degli stessi operatori sanitari.

La smentita dei fatti: la “falsa” transizione digitale

La narrazione ufficiale dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza e della maggioranza di governo in Regione descrive l’attuale fase come una normale transizione verso la digitalizzazione e la modernizzazione tecnologica dei presidi sanitari. Una tesi che, tuttavia, si scontra duramente con la realtà quotidiana documentata dagli utenti del “Guido Compagna”.

Le segnalazioni descrivono infatti un accesso fortemente limitato ai prelievi e la totale impossibilità di contare su quella piena operatività H24 che era stata ampiamente garantita in fase di annuncio. Al posto dei macchinari avanzati sbandierati con enfasi nei mesi scorsi, l’unica reale novità introdotta è un servizio navetta per il trasporto dei campioni biologici verso il presidio ospedaliero di Rossano, attivo tre volte al giorno.

“Tale sistema non rappresenta affatto un successo gestionale o un modello di efficienza moderna, ma certifica un inequivocabile fallimento strutturale. Questa dinamica comporta un inevitabile aumento dei costi legati ai viaggi aziendali e, cosa ben più grave, un pericoloso allungamento dei tempi di refertazione, con conseguenze dirette soprattutto sui pazienti ricoverati per i quali la tempestività della diagnosi è fondamentale.”

Sotto tiro il reparto di Oncologia: pazienti fragili privati di servizi essenziali

L’aspetto più critico e drammatico di questa gestione tocca direttamente il reparto di Oncologia del nosocomio di Corigliano. I consiglieri definiscono “inaccettabile” il fatto che un presidio destinato a ospitare e curare malati così fragili non possa contare su un laboratorio analisi interno pienamente funzionale.

Questa grave carenza costringe a complessi passaggi logistici per i test clinici dei pazienti oncologici, mortificandone la dignità e indebolendo complessivamente la qualità dell’assistenza medica. A peggiorare il quadro si aggiunge una cronica e strutturale carenza di personale tecnico. Negli ultimi anni l’organico in servizio è andato incontro a una drastica riduzione dovuta a pensionamenti, congedi per malattia e sospensioni, senza che l’azienda sanitaria abbia mai provveduto ai necessari rimpiazzi attraverso una programmazione lungimirante delle assunzioni.

L’alibi dell’Ospedale Unico non basta più

Candreva e Sciarrotta contestano fermamente la tendenza a voler liquidare ogni singolo disservizio corrente sollevando l’alibi del futuro “Ospedale Unico della Sibaritide”.

“Questa formula progettuale — spiegano i due consiglieri — non può e non deve diventare la scusa o lo scudo per svuotare progressivamente di funzioni le strutture già esistenti sul territorio, o per lasciare la popolazione locale priva di servizi assistenziali essenziali nel presente. Chi un anno fa minimizzava i problemi oggi dovrebbe avere l’onestà politica di ammettere che le rassicurazioni fornite erano del tutto insufficienti. La politica ha il dovere etico e istituzionale di risolvere i problemi reali delle comunità, non di limitarsi a dichiarazioni autocelebrative, passerelle o fotografie di rito.”

La richiesta: piano straordinario di assunzioni e tavolo di crisi permanente

L’intervento dei consiglieri comunali si chiude con una formale richiesta di svolta indirizzata ai vertici della sanità calabrese. Viene invocato l’immediato avvio di un piano straordinario di reclutamento per tecnici sanitari di laboratorio e la contestuale attivazione di un tavolo di crisi permanente.

Dopo dodici mesi caratterizzati esclusivamente da parole, trasferimenti di campioni biologici e soluzioni tampone di dubbia efficacia, la comunità di Corigliano chiede l’accertamento delle responsabilità e risposte concrete, finalizzate a restituire immediatamente dignità, sicurezza e piena funzionalità al proprio laboratorio analisi.

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