Pioggia di kalashnikov a Cassano: oltre trenta colpi nell’agguato in contrada Lattughelle

CASSANO ALL’IONIO – Una vera e propria grandine di piombo scatenata nel buio della sera. È lo scenario ricostruito dagli investigatori attorno all’agguato di stampo mafioso consumato nel tardo pomeriggio di venerdì scorso in contrada Lattughelle, a Cassano all’Ionio, che ha spezzato la vita della sessantaquattrenne Silvana Sibarelli e ridotto in gravi condizioni il compagno Damiano Pepe.

Secondo quanto emerso dai primi riscontri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e dalla Procura di Castrovillari, il commando omicida – entrato in azione con almeno due sicari appostati – ha atteso che la coppia facesse rientro a casa a bordo di una Fiat Panda. Non appena l’automobile è giunta nei pressi dell’abitazione, i killer hanno aperto il fuoco scatenando una furia devastante: oltre trenta i colpi esplosi ad altezza d’uomo, partiti da armi da guerra, nello specifico fucili d’assalto di fabbricazione russa.

Nel caos dei primissimi istanti, con i proiettili che crivellavano la fiancata dell’utilitaria e infrangevano i finestrini, il vero obiettivo del commando, Damiano Pepe – ritenuto dagli inquirenti un esponente di spicco della criminalità locale e noto con il soprannome di “Tripolino” –, è riuscito a compiere una manovra disperata. Nonostante le ferite riportate, l’uomo ha trovato la lucidità per innestare la marcia e sfondare il secondo cancello della proprietà, tentando di mettersi in salvo e di sottrarsi a quella che rischiava di essere un’esecuzione senza scampo prima che i sicari potessero ultimare la raffica.

Purtroppo, la violenza inaudita dell’agguato non ha lasciato scampo a Silvana Sibarelli, seduta sul lato passeggero e colpita mortalmente nei punti vitali. Ferito gravemente al torace, alla clavicola e a una caviglia, Pepe è riuscito a raggiungere autonomamente il pronto soccorso di Rossano per poi essere trasferito d’urgenza all’Annunziata di Cosenza. Ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza e rigorosamente piantonato per motivi di sicurezza, l’uomo non sarebbe in pericolo di vita ed è già stato ascoltato dagli inquirenti. Nel frattempo, i Carabinieri continuano a passare al setaccio i filmati delle telecamere della zona per dare un volto agli assassini, mentre la comunità si stringe attorno a un territorio scosso da una nuova e drammatica escalation di violenza.

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