Corigliano Rossano, mobilitazione studentesca contro il caro vita

CORIGLIANO-ROSSANO – La mobilitazione che ha visto centinaia di ragazze e ragazzi sfilare per le strade della città non è un episodio isolato, ma il tassello di un malessere sociale profondo che in questi giorni sta unendo trasversalmente l’intero territorio. Dopo le proteste di agricoltori e pescatori che nei giorni scorsi hanno fatto sentire la propria voce contro una crisi economica senza tregua, anche le nuove generazioni hanno deciso di scendere in campo. Non si tratta, contrariamente a certe facili etichette, di agitazioni di matrice anarchica, bensì di un grido d’allarme lucido e disperato contro un carovita soffocante che sta paralizzando tutti i settori produttivi e che rischia di ipotecare irrimediabilmente il futuro dei giovani.

Il corteo studentesco, partito dal Parco Fabiana Luzzi grazie anche al servizio di navette organizzato per collegare l’area di Rossano, è confluito in un compatto raduno in Piazza Salotto. Una marcia imponente che ha registrato l’adesione corale dei principali istituti superiori del territorio – dal Polo Liceale agli ITIS Green Falcone Borsellino, passando per l’Istituto Maiorana e il Liceo Luigi Palma. Dietro gli striscioni e lo slogan guida «stessi problemi, stesso futuro», i giovani hanno sfilato in modo pacifico e regolare, portando all’attenzione della collettività non solo le difficoltà legate al diritto allo studio, ma l’intero sistema economico in sofferenza.

Il filo rosso che unisce le proteste degli agricoltori e dei pescatori a quelle degli studenti è proprio il peso insostenibile dell’inflazione e dei rincari energetici e delle materie prime. Agricoltori e pescatori lottano quotidianamente per la sopravvivenza delle proprie aziende e marittime, schiacciati da costi di gestione insostenibili e da una marginalizzazione economica che svuota di valore il loro lavoro. Sulla stessa linea d’onda si muovono i ragazzi, che vedono le proprie famiglie affaticate e percepiscono il rischio concreto di non poter costruire un percorso di vita e professionale nella propria terra.

La piazza di Corigliano-Rossano lancia così un messaggio inequivocabile alle istituzioni: il carovita non è una congiuntura astratta, ma un macigno che sta strangolando il presente e spegnendo le prospettive delle nuove generazioni. Chiedere risposte concrete significa, oggi più che mai, dare ascolto a un intero tessuto sociale che, dal campo al mare fino ai banchi di scuola, chiede solo di poter continuare a vivere e lavorare con dignità.

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